Atto Costitutivo di Comitato Promotore

 

Oggi, 9 giugno 2018, in Cagliari, i sottoscritti e le sottoscritte si sono riuniti per costituire, ai sensi degli artt. 39 ss. del C.C., un Comitato per la proposizione di un Referendum regionale abrogativo i sensi dell’art. 1, lett. A) della legge Regionale della Regione Sardegna n.20 del 17 Maggio 1957 e successive modificazioni, e delI’art.3 della legge Regionale statutaria N.1 del 10 Luglio 2008, denominato “Comitato referendario per la vertenza entrate della Regione Sardegna”, e per stendere ed approvare le norme dello Statuto che segue.

Nella medesima sede, l’Assemblea degli Aderenti del neo-costituito comitato delibera che a comporre il Consiglio Operativo siano:

Alessandro Polese, in qualità di presidente;      Antonio Massoni, in qualità di vicepresidente;

Antonietta Martinez, in qualità di consigliere;      Roberto De Santis, in qualità di consigliere;

Giorgia Distefano, in qualità di consigliere;      Nicola Di Cesare, in qualità di consigliere;

Massimo Turella, in qualità di consigliere;

 

Statuto del “Comitato referendario per la vertenza entrate della Regione Sardegna”

 

Art. 1 – Costituzione, denominazione e scopo

È costituito, ai sensi degli artt. 39 ss. del C.C., il Comitato, senza fine di lucro, denominato “Comitato referendario per la vertenza entrate della Regione Sardegna”, con lo scopo di promuovere in Sardegna un Referendum regionale avente ad oggetto l’abrogazione dell’art.5 dell’accordo tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Autonoma della Sardegna denominato “Accordo tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Sardegna in materia di Finanza Pubblica” stipulato in data 21 luglio 2014 e sottoscritto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e dal Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, nella parte in cui prevede che la Regione si impegna a ritirare, entro il 16 settembre 2014, tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi o di atti conseguenziali in materia di finanza pubblica, promossi prima del presente Accordo, o, comunque, a rinunciare per gli anni 2014/2017 agli effetti positivi sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini di indebitamento netto che dovessero derivare da eventuali pronunce di accoglimento.

Il Comitato cura la campagna di sensibilizzazione nei confronti di questa operazione, raccoglie le adesioni degli attivisti nonché i fondi necessari alla campagna e alle operazioni di costituzione di gruppi attivi ad ampia partecipazione popolare.

 

Art. 2 – Attività

Per la raccolta dei fondi necessari al perseguimento dei fini di cui all’art. 1, il Comitato intende organizzare campagne di sensibilizzazione e di adesione, eventi, incontri pubblici, dibattiti e ogni altra attività utile al raggiungimento dello scopo; il Comitato si propone inoltre di interagire con le amministrazioni comunali onde ottenere condizioni logistiche favorevoli per la raccolta delle sottoscrizioni necessarie alla proposizione del referendum.

 

Art. 3 – Sede e durata

Il Comitato è domiciliato in Cagliari, via Stazione Vecchia n. 5. Con delibera del Consiglio Operativo la sede legale potrà essere variata senza modifica statutaria, purché all’interno dello stesso Comune. Potranno altresì essere istituite sedi operative anche in altri Comuni della Sardegna.

Il Comitato avrà durata fino al compimento di tutte le operazioni necessarie alla proposizione del referendum, inclusa l’eventuale fase successiva all’approvazione del quesito referendario da parte degli uffici preposti  e si intenderà automaticamente sciolto con l’ultimo effetto giuridico del proponendo referendum. Potrà, tuttavia, sciogliersi anticipatamente, con decisione dell’Assemblea, nel caso si verificasse l’impossibilità di raggiungere lo scopo di cui all’art.1.

 

Art. 4 – Aderenti

Possono essere “Aderenti del Comitato” tutti i soggetti pubblici o privati, persone fisiche o giuridiche che, condividendone le finalità istituzionali e volendo contribuire alla crescita del consenso intorno all’iniziativa proposta, desiderino partecipare alla sua costruzione e si impegninoa concorrere alla diffusione delle informazioni necessarie e preventivamente concordate con il Comitato, anche attraverso banchetti, assemblee, comizi e ogni altro mezzo a loro disposizione utile a perorare la causa..

Tutti gli Aderenti hanno pari diritti, e possono partecipare all’iniziativa anche manifestando al Comitato proposte operative utili alla proposizione del referendum.

Gli Aderenti possono in qualunque momento recedere dal Comitato mediante semplice comunicazione scritta da inviarsi al Consiglio Operativo. Un aderente può essere escluso per gravissimi motivi con deliberazione del Comitato da prendersi, ascoltato l’interessato, mediante voto a scrutinio segreto. Eventuali quote o contributi associativi a qualunque titolo erogati dagli Associati al Comitato sono in ogni caso non restituibili, intrasmissibili e non rivalutabili.

 

Art. 6 – Consiglio Operativo

Il Consiglio Operativo è composto da membri, in numero stabilito dal Comitato, al momento della nomina, che restano in carica fino a revoca da parte del Comitato.

Il Consiglio Operativo, dietro indicazioni del Comitato, ha il compito di coordinare tutte le attività inerenti alla campagna per la costituzione della Fondazione di Comunità, e di procedere all’ordinaria amministrazione, ed in particolare:

  • intrattiene i rapporti con le Istituzioni, gli Enti e tutti gli attori coinvolti;
  • mantiene i rapporti con e tra gli Aderenti e li informa costantemente sul proseguo della campagna;
  • coordina e organizza le campagne di adesione e di raccolta fondi e cura l’amministrazione degli eventuali contributi;
  • Il Consiglio Operativo, che si riunisce senza formalità, è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri.
  • Non sono ammesse deleghe in seno al Consiglio Operativo. Di ogni riunione deve essere redatto un apposito verbale a disposizione di tutti gli Aderenti.

 

Art. 7 – Presidente del Comitato

Il Presidente rappresenta il Comitato, convoca le Assemblee degli Aderenti e le Riunioni del Consiglio Operativo, firma gli atti e le comunicazioni.

In caso di assenza o di impedimento temporaneo il Vicepresidente ne assume le funzioni.

 

Art. 8 – Attività economica e patrimonio

Il Comitato, per il conseguimento dei suoi scopi e per il mero pagamento delle spese correnti, si avvale di fondi derivanti da contributi e/o oblazioni da parte degli stessi componenti e da terzi. La raccolta, la gestione, l’utilizzazione delle oblazioni sottoscritte e delle omme comunque riscosse è affidata al Consiglio Operativo.

Eventuali avanzi di gestione, nonché fondi o riserve patrimoniali, non potranno mai essere distribuiti, neppure in modo indiretto, agli associati o a terzi, durante la vita del Comitato, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per Legge, salvo quanto previsto dall’art. 9.

L’Esercizio finanziario si apre alla data di sottoscrizione del presente atto e dura dodici mesi dalla medesima data. Un rendiconto delle entrate e delle uscite dovrà essere prodotto con cadenza semestrale, ed approvato dal Comitato.

 

Art. 9 – Devoluzione del patrimonio

Il Comitato si impegna, fin dalla sua costituzione, a conferire al suo scioglimento il patrimonio residuo, dopo la liquidazione, ad una individuanda associazione che abbia negli scopi statutari il perseguimento di azioni popolari volte al consolidamento della democrazia diretta e partecipata. Qualora però lo scopo del Comitato non sia raggiunto, in caso di suo scioglimento il patrimonio non potrà in alcun caso essere diviso tra gli Associati e sarà devoluto ad un’altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta per legge.

 

Art. 10 – Rimandi

Per quanto non previsto dal presente atto si fa riferimento alle norme di legge vigenti in materia.

Le aderenti e gli aderenti.